Comunicati stampa
2010
11
ottobre
Progetto “Quinua - Eje del Desarrollo sustentable para los aymaras del Altiplano Chilenoâ€
di comunità montana della Garfagnana
Il progetto è stato realizzato nell’ambito del programma di cooperazione EUROPE AID con il quale la Commissione Europea mette in atto gli strumenti di aiuto esterno, finanziati a carico del bilancio dell’UE o del Fondo europeo di sviluppo.
L’azione proposta si sviluppa nella Regione di Tarapacá (I Región del Cile) capitale Iquique, nel nord del Cile, ed in particolare nella municipalità di Colchane che è uno dei 10 comuni più poveri del Cile. Nel Comune di Colchane, la principale attività economica è l’allevamento, la produzione di quinua e la raccolta di piante native ed in particolare di quelle aromatiche o utilizzate nella medicina alternativa.
Il progetto mira ad aumentare la coesione sociale e l’equità appoggiando lo sviluppo socioeconomico degli agricoltori produttori di quinua, in maggioranza indigeno aymaras negli Ayllus dell’altopiano cileno, mediante l’uso sostenibile delle risorse naturali, l’aggregazione produttiva e sociale, e la creazione di sistemi di certificazione dei prodotti in armonia con l’esperienza del modello italiano degli IGP, Indicazione Geografica Protetta, e DOP (Denominazione di Origine Protetta) che tanto hanno apportato alla qualificazione dei prodotti.
Ad Iquique e nelle Regioni limitrofe del Perù, Bolivia ed Argentina, vi sono importanti raggruppamenti di indigeni aymaras i quali soffrono delle problematiche tipiche delle comunità indigene: bassa inserzione nel tessuto economico locale e nazionale, scarsa coesione sociale che porta all’esclusione sociale e che implica problematiche quali mancanza di equità , e di fiducia nel sistema statale di appoggio allo sviluppo. In questo contesto, il comune di Colchane, considerato come di estrema povertà , è soggetto ad una forte attività migratoria dei locali verso le città , col conseguente abbandono dei campi che rimangono in mani dei nonni o delle persone anziane. L’emigrazione è causata della mancanza di opportunità lavorative e dal basso rendimento economico derivante delle attività di coltivazione della quinua.
La “quinua” è un alimento che ha rappresentato sempre per le popolazioni aymaras l’elemento base di sostentamento e negli ultimi anni è stato riconosciuto anche nel mercato internazionale per la sua gran qualità nutritiva. L’alto contenuto in proteine e minerali e l’assenza di glutine nella sua composizione lo fanno l’alimento ideale per le persone intolleranti all’elemento glutine. Tuttavia, la diffusione della quinua nel mercato internazionale è lenta e difficile per ragioni interne ed esterne al sistema produttivo: tra le ragioni interne i punti di debolezza più significativi sono la scarsa organizzazione dei produttori, le modeste conoscenze in termini di produzione e di utilizzo sostenibile delle risorse. Con riferimento alla produzione di quinua cilena, a questo quadro deve essere aggiunto il basso grado di sviluppo dei sistemi produttivi locali, che non utilizzano l’irrigazione o la fertilizzazione, unito a condizioni climatiche più avverse rispetto al lato boliviano.
Tra le ragioni esterne c’è una modesta comunicazione del prodotto ed in particolare delle sue qualità .
La quinua prodotta senza essere lavorata è in parte commercializzata, in Europa dove è trasformata in prodotti come latte di quinua, tabulette, caffè, eccetera, per i quali il mercato paga maggiori valori. Sarebbe dunque necessario attuare tecniche di posizionamento del prodotto (prodotto “nicchia”) che darebbe un risultato economico in termini di prezzo più elevato.
Il partenariato internazionale della proposta abbraccia istituzioni locali di elevato valore scientifico nella coltivazione della quinoa come l’Università A. Prat di Iquique rappresentata dal Prof J. Delatorre H. scienziato internazionale; le comunità aymaras locali che saranno rappresentate dalla Cooperativa Agricola Quinua Coop e dalla Comunità Aymara di Ancovinto.
Per parte europea il partenariato include la Comunità Montana della Garfagnana, Lucca – Italia che prima in Europa ha saputo organizzare i produttori locali di “farro” (cereale omogeneo alla quinua in quanto a produzione) posizionare e rivalutare il prodotto a livello nazionale ed internazionale arrivando alla certificazione della produzione “IGP” (Indicazione Geografica Protetta) migliorando sensibilmente il livello dello sviluppo economico e sociale delle popolazioni del territorio della Regione Toscana di pertinenza.
Per il seminario di presentazione in programma lunedì 18 ottobre alle ore 9,30 saranno presenti a Castelnuovo Garfagnana, oltre al Capodelegazione e coordinatore del progetto è il Dr. Matias Sanchez dell’Universidad Arturo Prat di Iquique (Cile), alcuni tecnici della stessa Università e i rappresentanti delle comunità indigene di agricoltori di quinoa.